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RITA

La “mia Africa” in America Latina
Parole che si scrivono fra le righe di un'esperienza sanitaria vissuta tra speranze e difficoltà, per condividere un viaggio infinito attraverso un sogno inseguito da sempre che inizia a vestire i panni della mia quotidianità…

Maria Rita Lombrano (Medico Volontario del CECOMET ad Esmeraldas, Ecuador)
15/05/2005
…vorrei fissare ogni immagine di questa VITA e trovare parole adeguate che ne rendano il senso…
ma, seppur amo scrivere, stavolta non so se riuscirò a raccontarvi questo pezzo di storia…
un pezzo di storia che si scrive lontano dalla “vecchia” Europa…
“vecchia” non solo perché non nascono più bambini, ma perché qui nonostante le innumerevoli contraddizioni, la violenza e l'apparente non senso delle cose, si sente fortissimo l'impulso a crescere, a migliorarsi, a dare il meglio di sé, a maturare la propria personalità e coscienza di esseri umani “in cammino” e non già “fatti, completi e cresciuti” e perciò “vecchi” come spesso si rischia di diventare presto dalle nostre parti quando non ci si lascia più interrogare da un quotidiano troppo “certo”…
Qui…dove riscopro ogni giorno la gioia di apprendere qualcosa di nuovo e non solo a livello professionale, come ad una scuola di vita…sto bene nonostante i momenti di crisi e di confronto con i miei limiti e le mie paure…sto bene perché sto trovando la mia strada…

…le giornate scivolano in fretta:
“E' arrivato il medico!!!”…una voce che passa di casa in casa in questi villaggi in cui la gente vive in capanne di canna e paglia, sopraelevate dal terreno perché la pioggia non mischi fango alla miseria…
“E' arrivato il medico!!!”…una benedizione che accade di rado, per i più fortunati una volta al mese…ed il “dispensario” si affolla di volti, di sguardi, di vite…
In alcuni posti bisogna inventarsi tutto…un banchetto per la consulta, un materasso chiesto in prestito alla gente per le visite, un paio di cassette di legno che facciano da banco per le medicine…e, tutti all'opera!!!
I bambini da pesare e vaccinare, le donne in gravidanza da controllare, i vecchietti da visitare….e poi le innumerevoli malattie, comuni da noi che qui si complicano per l'attesa…
Si inizia così all'alba fermandosi un'ora appena per consumare un pranzo frugale con una delle famiglie del villaggio che si offre di cucinarci una zuppa di legumi ed il pesce appena pescato nel Rio, e poi via si continua sino a sera quando la luce del sole si spegne nel buio della notte che impedisce ogni azione qui dove la corrente elettrica è un po' una finzione di lampadine che oscillano fra alti e bassi e spesso si spengono totalmente…

A fine giornata il sudore si attacca addosso e si mescola alla stanchezza accumulata per il tanto lavoro…e visto che non esiste acqua corrente il bagno nel fiume è l'attimo più rifocillante che si attende…giochi, tuffi, insaponate col sapone dei panni…sguardi, attimi di vita, sensazioni…
la “mia Africa” in America Latina…resto incantata dalla pelle nera dei bambini come loro della mia bianca…sono discendenti degli schiavi importati dall'Africa, e sono interi popoli che hanno conservato la loro cultura ed il loro essere africani nel bene e nel male…

un viaggio infinito attraverso un sogno inseguito da sempre che inizia a vestire i panni della mia quotidianità…
e sopraggiunge la notte…quattro chiacchiere con la gente del posto col mio spagnolo divenuto ormai comprensibile, un confronto conclusivo di fine giornata con i miei compagni di avventura e poi a nanna…
nelle nostre stanzette fatiscenti fatte di una zanzariera quadrata dentro cui si gonfia un materassino da campo per difendersi da malaria e dengue di cui la zona è endemica…
ed intanto che si attende Morfeo per una lunga notte di sonno, mille pensieri affollano la mente: l'Italia, la gente che Amo, la mia VITA…tutto è così distante…
ma sto bene e mi addormento serenamente fra il graciare delle cicale e la pioggia che inizia lentamente a battere sulla terra…

all'alba ci si sveglia al canto del gallo, un tuffo nel Rio e tutto ricomincia…

vorrei raccontarvi di tutto, di più…dell'acqua di cocco che disseta, dei bimbi appesi alla bilancia come ad un'altalena, della magia del Rio e della vegetazione tropicale, della colazione con acqua di fiume che bolle sul fuoco, delle camminate nel fango, dei viaggi in canoa per spostarsi da un posto all'altro, dei sorrisi e dell'essenzialità di questa gente, delle contraddizioni che si respirano…
e perché no…della rabbia per il nostro “tutto” ed il loro “niente” e della compassione per il loro “tutto” ed il nostro “niente”…
ma, questa è un'altra storia: la storia di un cuore che si sta confrontando col sogno scoprendo che la realtà è molto più urgente…se ritornerò a “casa” sarà solo per ripartire perché adesso so che mi attendono altre “case” da abitare…questa è la mia VITA , adesso ne sono certa!

Maria Rita Lombrano

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